Torneo 2013

Peace Cup 2013 Novazzano, 5 maggio 2013

Domenica 5 maggio, sul campo di calcio della Garbinasca a Novazzano, la Universal Peace Federation (UPF-Ticino) ha organizzato, in collaborazione con il Novazzano Calcio, la seconda edizione della "Peace Cup", un torneo calcistico che ha riunito 11 squadre di bambini di categoria "E".

Seguendo il motto "Gioca a calcio e costruisci la pace" i giovani sportivi hanno gareggiato per aggiudicarsi il titolo di campioni del fair-play.

 

Le squadre partecipanti

Rancate; Melide; Malnate; Stabio 1; Stabio 2; Stella Capriasca; Novazzano 1; Insema Carona; Novazzano 2; Arzo; Chiasso femminile.

Rancate rancate
Rancate vincitore della Peace Cup
Melide melide
Melide 1° classificato
Malnate malnate
Malnate 2° classificato
Stabio stabio
Stabio2 3° classificato
Stabio stabio 1
Stabio1 4° classificato
Stella Capriasca stella capriasca
Stella Capriasca
Novazzano novazzano2
Novazzano2
Carona carona
Carona
Novazzano novazzano1
Novazzano1
Arzo Arzo
Arzo
Chiasso Chiasso femminile
Chiasso femminile

 

 

Classifica:

1° Melide; 2° Malnate; 3° Stabio2; 4° Stabio1; 5° Stella Capriasca; 6° Novazzano1; 7° Insema Carona; 8° Novazzano2; 9° Rancate; 10° Arzo; 11° Chiasso femminile.

Riconoscimenti assegnati:

Peace Cup 2013 al Rancate
Trofeo Volontà a Giulio del Chiasso
Trofeo simpatia alla Stella Capriasca
Trofeo speciale al portiere del Chiasso che ha parato l’imparabile
Trofeo Spirito Sportivo a Novazzano 2 e Carona
Trofeo per lo striscione più significativo al Melide
Coppa di ringraziamento allo staff del Novazzano
Ringraziamenti al presidente della UPF-Svizzera Heiner Handschin

Interventi a fine torneo

Elia Elia Baroni, presidente del Novazzano Calcio: Siamo giunti alla fine della seconda edizione della Peace Cup, l'anno scorso non abbiamo potuto realizzarla a causa della meteo sfavorevole, quest'anno la meteo è stata buona almeno nella data di riserva e grazie a tutti voi ci siamo riusciti, conoscendo le difficoltà di organizzare questo tipo di torneo ringrazio il presidente della UPF per l’impegno speso, voglio anche ringraziare tutte le squadre, gli allenatori, gli accompagnatori e i genitori che hanno accompagnato i propri ragazzi, vorrei ringraziare uno per uno tutte le persone quindi grazie a tutti, grazie anche agli sponsor, l'appuntamento è per l'anno prossimo, grazie.

 

Edo Edo Carrasco, ex-calciatore del Lugano, allenatore dei pulcini della Stella Capriasca: vorrei parlare brevemente sul simbolo della pace, venti anni fa come giovane studente al liceo ho deciso di creare il gruppo per la pace perché mi piaceva vedere il mondo diverso, abbiamo deciso di organizzare delle attività di sensibilizzazione e integrazione al liceo perché eravamo coscienti di vivere una vita meravigliosa e fortunata e volevamo condividere questa realtà con gli altri compagni.

Ho cercato di carpire, in questa giornata, gli atteggiamenti dei bambini e devo dire che sono felice e fiero di essere allenatore di bambini così piccoli perché credo che la spontaneità e la bellezza dei nostri bambini si vede proprio sul campo di calcio, talvolta c'è il lato più aggressivo dell'essere umano sul campo di calcio ma c'è sempre la voglia di farlo per vincere e non per far male a qualcuno, il mio auspicio oggi come ex-calciatore e come allenatore e padre di bambini è che questo spirito noi grandi, non dimentichiamo mai di darlo, di passarlo ai nostri figli.

Il simbolo di questo torneo vuole essere la pace ma dobbiamo promuoverlo quotidianamente, quindi il mio augurio è quello di imparare a parlarne in modo giusto, positivo, costruttivo, senza dimenticare che abbiamo dei bambini e cercare di fare questo lavoro di integrazione di tutti, non facciamo giocare solo i migliori, non facciamo giocare solo quelli che ce la fanno nella vita, facciamo giocare anche quelli che non ce la fanno. Grazie mille, buona domenica a tutti.

 

Pippo Giuseppe Termine, presidente della UPF-Ticino: due anni fa una ragazza mi ha scritto una lettera di riflessioni sul torneo, secondo me esprimono il vissuto dei nostri ragazzi:

"In questa giornata che tutti attendevamo, con un po’ di timore, di eccitazione, non saprei proprio descrivere in maniera chiara e precisa tutto ciò che ho provato e notato. Chissà, forse tante cose mi sono passate sotto agli occhi senza che io ne comprendessi a fondo il significato. Eppure, ho passato una splendida giornata. Sono tornata a casa stanca, ma felice, con un sacco di buoni propositi e una bella esperienza sulla pelle.

È molto difficile riuscire a quantificare il successo di una giornata servendosi semplicemente dell’osservare. Molte cose che accadono in noi, sono interiori, personali, imprevedibili, non si riflettono nelle azioni dirette o nelle parole. E così è praticamente impossibile vedere. Eppure, siccome siamo umani, siamo esseri emotivi, forme in movimento, e molte cose non riusciamo a mascherarle perché veniamo traditi proprio da noi stessi. Lasciamo trapelare molte cose: entusiasmo, dispiacere, tensione, sollievo. Riguardando le foto scattate, mi sono accorta di come le persone fossero emozionate quel giorno. Questo non solo per via del calcio, che si sa, è uno sport talmente avvincente da entusiasmare anche la più fredda delle persone. Ma è stato l’avere uno scopo per cui giocare, uno scopo da realizzare, che ha creato quella bellissima atmosfera, ha reso la qualità del gioco migliore e ha fatto sorridere tante persone.

La Peace Cup è stata tale da rendere possibile il tifo olimpico, le urla di incitamento, gli applausi, e tutti i sorrisi che ho catturato con la mia macchina fotografica. Questa particolare coppa ha reso possibile il successo di domenica, senza di lei non sarebbe stato altro che un normale torneo, in cui le squadre competono per raggiungere la vetta della classifica, per vincere, a costo di prevaricare gli altri. Ho notato soprattutto l’entusiasmo con cui i giocatori si sono buttati sul campo. I ragazzi mi sono sembrati un po’ dubbiosi all’inizio, nonostante avessero già ricevuto indicazioni sul tema e gli obbiettivi della giornata, e fossero già stati allenati secondo le disposizioni dei loro allenatori. Probabilmente si chiedevano come avrebbero potuto rendere le cose reali.

Come si realizza la pace giocando a calcio? Tuttavia, grazie poi al gioco e alle dinamiche che si sono succedute in campo, ho potuto vedere come l’esitazione e l’imbarazzo avessero lasciato posto alla gioia, alla libertà e alla spensieratezza. Uno dei risultati della giornata è stato senza dubbio la partita finale: ho visto le squadre avversarie seguire appassionatamente tutta la partita, alcuni ragazzi persino facendo la cronaca al gioco; molti di loro invece, si sono ritrovati a tifare per la squadra che poco prima li aveva battuti, senza conservare alcun rancore. Altri ancora a chiacchierare amabilmente, pur non conoscendosi e pur provenendo da città o addirittura nazioni diverse.

Inoltre, mentre si svolgeva la partita, nel secondo campo ho anche visto le altre squadre giocare tutte assieme, fare gruppo e divertirsi. Instancabili, li ho anche visti correre di qua e di là, dai genitori, o a farsi firmare la maglietta da Massimo Busacca. Per molti di loro è stato un sogno che si realizzava. Credo che alla fine della giornata non avessero più dubbi sulla pace: è possibile nel gruppo, nelle comunità, anche nel mondo, perché per tutto quel giorno loro stessi non avevano fatto altro che realizzarla, e ci erano riusciti. Confido che il ricordo di domenica rimanga per sempre nei loro cuori, che possa essere una base su cui crescere, e su cui costruire".

Giulia


La prossima edizione sarà disputata il prossimo maggio sempre a Novazzano.


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